In campo per Bergamo e per il Popolo della Libertà

Passione, Preparazione, Meritocrazia sono solo alcuni dei valori e delle premesse che, nella nostra adesione alla candidatura di Piccinelli, vogliamo mettere in primo piano. Siamo giovani, amministratori o impegnati comunque sul territorio e nelle università, e abbiamo scelto di entrare in politica per dare il nostro contributo, per la nostra terra, Bergamo, per la nostra gente, i bergamaschi, per la nostra Patria, l’Italia. Non lo facciamo per avere questo o quel posto al sole, lo facciamo perché vogliamo illuminare davvero di speranza il futuro di tanti ragazzi, e per farlo ci impegniamo direttamente, non lasciamo che siano altri a decidere per noi, vogliamo esserci.
Contare per poter donare la nostra forza e i nostri ideali.
Vogliamo davvero che il Pdl di Bergamo, come nel resto del Paese, metta al primo posto della sua azione politica l’onesta nella gestione della cosa pubblica, la passione disinteressata nell'amministrazione delle nostre comunità, la meritocrazia che non sia solo una parola ma un impegno concreto.
Crediamo davvero che garantire le libertà dell’individuo sia la base fondamentale da cui partire per poi costruire qualsiasi progetto politico, ci riconosciamo in fondo semplicemente in quel grande progetto, riformista, liberale ma mai libertario, sognato, studiato e realizzato da Silvio Berlusconi. Oggi è a quel grande progetto, in parte già realizzato, che dobbiamo guardare per ripartire, per ridare slancio a un altro grande colpo di genio del Presidente Berlusconi, il Pdl, il grande partito del centrodestra italiano.
Perché siamo tutti parte e sostegno di quel grande movimento che è il Popolo della Libertà, anche se oggi indossiamo nella fase congressuale maglie diverse, dobbiamo ricordarci che siamo tutti parte di una unica grande squadra, e da quella dovremo ripartire dando spazio a tutte le anime che liberamente vogliono dare il proprio contributo per la crescita del nostro grande movimento.
Quindi davvero scendiamo in campo, facciamolo perché sentiamo la politica con un dovere, il dovere di cambiare le cose, il dovere di non stare a guardare, il diritto di far sentire la nostra voce.
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