mercoledì 7 dicembre 2011

Sulle riforme si giocherà il futuro dell'Italia

Governo tecnico, passo indietro dei partiti. Vero? Sì, ma non per tutti. Tra il fronte moderato e la sinistra si sta aprendo un solco sempre più evidente. Altrettanto diverse sono le ripercussioni all’interno dei singoli partiti e schieramenti.
Il Popolo della Libertà ha stabilito con il governo Monti un rapporto di collaborazione responsabile, che non impedisce di dissentire e di intervenire con successo quando è necessario. Su questo ruolo, che risulterà ancora più evidente quando il premier tecnico presenterà, dopo l’austerity, le misure su lavoro e crescita, si stanno costruendo rapporti nuovi con le altre forze moderate.
La crisi europea impone a tutti di deporre gli slogan e la propaganda e di misurarsi con la nuova realtà: non c’è più tempo per le chiacchiere e le riforme di cartapesta, per gli applausi finti dei talk show e per la satira che non fa ridere. Quando (speriamo al più presto) Monti presenterà la riforma del lavoro – anche ieri chiesta dalla commissione europea – e quando rilancerà il nostro piano di infrastrutture, noi ci saremo e siamo certi che molti altri moderati saranno al nostro fianco. Stessa cosa per la tutela delle famiglie: sono battaglie nostre, ma anche battaglie comuni a tutto il fronte liberale e cattolico.

Non ci riferiamo in particolare agli stati maggiori dei partiti – Udc di Casini e Lega di Bossi – ma in primo luogo al loro elettorato. E tuttavia contano anche i leader, e un’ottima occasione per guardare al futuro è proprio il vertice di Marsiglia dei popolari europei, al quale partecipano Alfano, Berlusconi e Casini. Al Pdl guardano con attenzione e interesse perfino i moderati del Pd, dove infuria la crisi. E dove la leadership di Bersani traballa, al contrario di quella di Berlusconi e di Alfano.

A proposito, ma dopo le dimissioni di Berlusconi non doveva finire il berlusconismo e trionfare la sinistra? Il tempo è galantuomo è dà sempre ragione a chi ha idee, programmi e capacità di rinnovarsi senza mai smentire se stesso. Noi lo stiamo facendo, e scommettiamo che quando si tornerà alle urne saranno in molti al nostro fianco. E la grande trincea di piazza del TTB (Tutto tranne Berlusconi) apparirà una foto ingiallita e ammuffita.

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